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Numero 13/2026

Formazione professionale di base

Per un uso responsabile del cellulare nell'azienda formatrice

In che modo le aziende possono insegnare un uso responsabile del cellulare alle persone in formazione? Lo psicologo Jonas Probst approfondisce la questione su Transfer. Egli sottolinea tre punti. In primo luogo: dare il buon esempio. L'uso consapevole dei media digitali deve essere dimostrato con i fatti. In secondo luogo: le regole in merito all'uso; ovvero dove, cosa e quando? Le regole dovrebbero essere elaborate in modo partecipativo insieme alle persone in formazione. In terzo luogo: la riflessione. In caso di violazioni delle regole, il dialogo è più efficace delle sanzioni. Gli studi dimostrano che la semplice presenza del cellulare sul posto di lavoro riduce la capacità cognitiva. Un atteggiamento chiaro è quindi fondamentale per il successo dell'apprendimento.

Tribunale federale: per i lavori pericolosi serve assistenza costante

Chi impiega persone in formazione nei lavori pericolosi non può limitarsi a istruirle, ma deve anche seguirle da vicino e sorvegliarle durante l'intera formazione professionale di base. Questo è quanto emerge chiaramente da una sentenza del Tribunale federale. Nel caso in esame, un apprendista al primo anno ha subito gravi lesioni mentre lavorava con la fresatrice, senza la necessaria supervisione. Il Tribunale federale ha confermato la condanna del formatore professionale responsabile, come scrive la Suva in un comunicato stampa.

L'importanza del lavoro pratico per il successo professionale dopo la formazione

Uno studio (in inglese effettuato da Stefan C. Wolter, Università di Berna) ha analizzato quali caratteristiche siano determinanti per il successo nel mercato del lavoro dopo la formazione di base, sulla base delle procedure di qualificazione relative a 173 professioni nel Cantone di Argovia. Il rendimento del lavoro pratico della procedura di qualificazione si è rivelato particolarmente significativo: un voto più alto nel lavoro pratico è, in tutte le professioni, il fattore determinante per un ingresso di successo nel mercato del lavoro. Ciò comporta un reddito più elevato nel primo anno di lavoro, una maggiore probabilità di essere assunti dall'azienda formatrice e un minor rischio di disoccupazione.
Ulteriori informazioni (francese)

La SIC Svizzera ripercorre il processo di riforma

Dopo un processo di riforma durato circa dieci anni, la formazione di base commerciale è ora più vicina alla pratica e più orientata alle competenze e alle esigenze di un mondo del lavoro digitalizzato. È quanto comunica la Società degli impiegati del commercio Svizzera. Nel 2026 sono stati svolti i primi esami AFC secondo le nuove disposizioni. In un comunicato stampa, un articolo (francese/tedesco) e una cronologia, la SIC ripercorre il processo di riforma.

La formazione professionale Svizzera risulta forte nel confronto internazionale

In Svizzera, il numero di persone che intraprendono una formazione duale (76%) è decisamente superiore rispetto a quello rilevato in Germania (53%) e Austria (34%). È quanto emerge da un monitoraggio della SUFFP realizzato con istituzioni partner in Germania e Austria. La sfida per i Paesi limitrofi: negli ultimi 25 anni il numero delle e dei quindicenni è diminuito notevolmente (Germania -19%, Austria -10%). In Svizzera, invece, è aumentato quasi del 4%. Anche per quanto riguarda la percentuale di ragazze, tra coloro che iniziano un apprendistato, la Svizzera, con il 42%, si colloca in testa (Germania 36%, Austria 34%). La differenza si spiega principalmente con il fatto che in Svizzera le professioni del settore sociale e sanitario, con una forte presenza femminile, sono maggiormente integrate nel sistema duale. La percentuale di persone in formazione straniere è aumentata notevolmente in tutti e tre i Paesi dal 2010: in Svizzera si attesta attualmente intorno al 25% (Germania 12%, Austria 16%).

Formazione professionale superiore e continua

Cambio di lavoro e soddisfazione professionale dopo aver concluso una formazione professionale superiore

Tra le persone che hanno conseguito un titolo della formazione professionale superiore, quattro su cinque cambiano lavoro. Questo è quanto emerge dalle cifre dell'UST. Nei quattro anni successivi all'esame, circa la metà delle persone titolari di un attestato professionale federale (52%) o di un diploma federale (47%) ha cambiato l'impresa per la quale lavorava o ha iniziato ad esercitare un'attività indipendente. Poco meno di un quarto (22%) è andato a ricoprire un'altra posizione nella stessa impresa. Tra le persone diplomate di una scuola specializzata superiore, queste quote ammontano rispettivamente al 70% per i cambi di lavoro all'esterno dell'impresa e al 17% per i cambi di posizione all'interno. Nella modalità interna circa un terzo dei cambi sono legati a una promozione, nella modalità esterna questo avviene con una frequenza leggermente minore. Il nuovo posto di lavoro di regola porta a una maggiore soddisfazione sul posto di lavoro.
Comunicato stampa

Convegno FSEA: la formazione continua affronta un ricambio generazionale

Nei prossimi anni, nel settore della formazione continua molte persone, specialiste e dirigenti, andranno in pensione: è in arrivo un ricambio generazionale. La FSEA intende contribuire attivamente a plasmare questo cambiamento, poiché la prossima generazione porta con sé aspettative e competenze diverse. L'associazione invita esperte ed esperti, e responsabili decisionali del settore a un convegno per discutere su come rendere questo ambito professionale sostenibile e interessante per il futuro. L'evento, a pagamento, si terrà il 9 settembre 2026 a Berna, in francese e tedesco.
Ulteriori informazioni (francese/tedesco)

Attestati e diplomi federali: approvazioni

I seguenti regolamenti d'esame, senza modifica del titolo, sono stati approvati dalla SEFRI:

  • capoprogetto sistemi di sicurezza (APF);

  • specialista dell'e-commerce (APF);

  • specialista in amministrazione pubblica (APF).

I regolamenti d'esame sono disponibili nell'elenco delle professioni della SEFRI. 

Formazione generale e scuole universitarie

In calo il numero di iscritti alle facoltà di scienze umane e sociali

In poco più di 40 anni, il numero di iscritti alle facoltà di scienze umane e sociali è più che triplicato, passando da 18'000 nel 1980/1981 a 59'300 nel 2023/2024, come emerge da uno studio (in tedesco, con sintesi in francese) realizzato dalla società econcept su mandato dell'Accademia svizzera di scienze umane e sociali. Dal 2003/2004, tuttavia, la quota di iscritti a queste facoltà è scesa dal 41% al 29%, rispetto al totale delle persone immatricolate nelle università e nelle scuole universitarie. Questo calo è dovuto in particolare al marcato aumento delle iscrizioni ai corsi MINT. Lo studio fornisce inoltre informazioni sul completamento degli studi, sulla formazione precedente delle studentesse e degli studenti e sulla percentuale femminile. I risultati sono arricchiti da testimonianze di esperte ed esperti dell'orientamento.

FFHS: cancellato il bachelor in Game and VR Development

La Fernfachhochschule Schweiz (FFHS) ha deciso di non far partire il ciclo di studio programmato: «Bachelor of Science in Game and VR (Virtual Reality) Development», rispettivamente «Bachelor of Science in Visual Computing and Game Engineering».

Mercato del lavoro

Nel 2027 si prevede un aumento dei salari nominali dell'1,2%

Secondo un sondaggio del KOF, le imprese del settore privato in Svizzera prevedono che entro un anno i salari nominali aumenteranno in media dell'1,2%. Si tratta di un dato inferiore rispetto all'anno precedente (1,3%). La maggior parte delle aziende prevede aumenti salariali compresi tra lo 0,6% e l'1,4%. Rispetto a un anno fa, sono meno le aziende che prevedono aumenti pari o superiori al 2%. Si registrano notevoli differenze tra i vari settori: la crescita salariale più elevata è prevista nel settore edile, con il 2%. Aspettative più modeste si registrano invece nel commercio al dettaglio (0,8%), nel commercio all'ingrosso (0,9%) nonché nell'industria manifatturiera e nel settore finanziario (entrambi all'1,0%). Le aspettative hanno subito un calo particolarmente marcato nel settore bancario, nell'industria chimica e in quella farmaceutica.
Comunicato stampa (francese/tedesco)

La carenza di forza lavoro concerne in particolare le PMI

La carenza di forza lavoro rimane una delle sfide più grandi per le PMI svizzere. Soprattutto nel settore manifatturiero, dal 2022 si sta delineando una carenza generale. Molte aziende ricevono pochissime candidature. Nel settore dei servizi, invece, pur arrivando un numero sufficiente di candidature, spesso mancano le qualifiche richieste. È quanto emerge dallo studio sul mercato del lavoro delle PMI 2026 (tedesco) condotto da AXA e sotomo. Il principale fattore di stress per le PMI è l'aumento dei costi; i cambiamenti più significativi sono rappresentati dall'intelligenza artificiale e dai dazi statunitensi. Dal punto di vista di molte PMI, la formazione professionale è il percorso più importante per accedere al mercato del lavoro, mentre la domanda di laureati e laureate è in calo.
Ulteriori informazioni (francese)

La pluriattività nel 2025

Nel 2025, il 7,8% della popolazione attiva in Svizzera svolgeva più di un'attività lavorativa. La plurioccupazione è diffusa soprattutto tra le persone che hanno superato i 40 anni di età e tra le donne, ma anche chi ha un'attività indipendente esercita più spesso diversi lavori contemporaneamente rispetto a chi è dipendente. È quanto emerge da uno studio (francese/tedesco) dell'UST, che ha elaborato un profilo delle persone con più attività lavorative sulla base della Rilevazione sulle forze di lavoro in Svizzera. La pubblicazione mostra inoltre che in quasi tre quarti dei casi l'attività secondaria viene svolta in un settore economico diverso da quello dell'attività principale. La metà delle attività secondarie si concentra nei settori «Istruzione e formazione», «Sanità e assistenza sociale», «Economie domestiche private», «Arte, intrattenimento e tempo libero» e «Prestazione di altri servizi».

Rilevazione sulle forze di lavoro nel secondo trimestre 2026

Nel secondo trimestre del 2026, in Svizzera il numero di persone occupate è aumentato dello 0,8% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Il tasso di disoccupazione è salito dal 4,6 al 4,9%, mentre nell'UE si è mantenuto al 5,9%. Questi sono alcuni dei risultati tratti dalla Rilevazione sulle forze di lavoro in Svizzera (RIFOS) realizzata dall'UST. La pubblicazione «RIFOS in breve 2025» fornisce informazioni, tra l'altro, su occupazione, disoccupazione, età pensionabile e vita lavorativa.
Comunicato stampa

Convegno nazionale 2025 di Insertion Suisse: documentazione

Il convegno nazionale 2025 di Insertion Suisse è stato dedicato alla valutazione dell'impatto degli interventi nel campo dell'inserimento socioprofessionale. La documentazione relativa è disponibile online (francese/tedesco). In tre articoli pubblicati dalla rivista REISO, alcuni partecipanti approfondiscono determinati temi trattati durante il convegno. Il primo articolo (francese/tedesco) illustra i concetti di base e gli approcci di valutazione in questo ambito. Confrontando diversi indicatori di impatto, il secondo articolo (francese) dimostra che, per migliorare realmente le prestazioni, non ci si deve basare esclusivamente su criteri standard di efficacia (spese, numero di beneficiari, ecc.), ma anche su indicatori sostenibili, come un inserimento duraturo. Il terzo articolo (francese) presenta un approccio di valutazione continuo, evolutivo e partecipativo, ideato nell'ambito di un progetto pilota vallesano. La rivista propone inoltre un'intervista (francese) con il segretario generale di Insertion Suisse.

Varie

Formazione professionale o liceo, l'IA cambierà le scelte?

Quale percorso prepara meglio al mondo del lavoro nell'era dell'intelligenza artificiale (IA): la formazione professionale o quella generale? Il think tank Avenir Suisse affronta la questione nel suo blog (francese/tedesco). Finora si riteneva che le competenze specifiche di una professione diventassero obsolete più rapidamente rispetto a quelle della formazione generale. Con l'IA, però, la situazione potrebbe cambiare. Per la prima volta una tecnologia sostituisce le capacità cognitive. Ciò renderà più preziose le competenze pratiche e l'esperienza, per il mercato del lavoro? Secondo Avenir Suisse, ci sono buoni motivi per crederlo. Inoltre, la formazione professionale reagisce più rapidamente ai cambiamenti del mercato del lavoro. Il think tank non fornisce una risposta univoca alla domanda posta. Sottolinea tuttavia che, grazie a due percorsi formativi solidi, la Svizzera è meglio preparata ad affrontare le sfide poste dall'IA rispetto ai Paesi che puntano principalmente sulla formazione generale.

La salute mentale di ragazze e ragazzi mostra una tendenza negativa

KidsHealthCH è un nuovo sistema di monitoraggio nazionale della Confederazione che fornisce una panoramica dettagliata dello stato di salute dei bambini e degli adolescenti in Svizzera. Un rapporto (francese/tedesco) analizza 100 indicatori chiave e evidenzia che, nel complesso, i giovani in Svizzera godono di buona salute. Per quanto riguarda la salute mentale, tuttavia, si registrano andamenti negativi: lo stress scolastico e il bullismo sono aumentati, così come i disturbi psichici quali i sintomi depressivi. Sono aumentati i ricoveri ospedalieri dovuti a malattie psichiche e a tentativi di suicidio, in particolare tra le ragazze e le giovani donne. È in aumento la percentuale di giovani che non lavorano né seguono un percorso formativo. 
Comunicato stampa

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